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Nessun dorma – Le donne della Casa delle Donne

Arrivo un po’ prima dell’ora prevista. Suono il campanello, dichiaro il mio nome e mi fanno salire. Le scale sono quelle delle vecchie case bolognesi in cui anche l’odore di chiuso e la penombra si confonde. Sono davanti alla porta indicata e suono. Nulla. Vado al piano di sopra, dove c’è un secondo appartamento e una ragazza apre, appena, la porta lasciando un solo centimetro di luce fra me e lei; mi rendo conto di quanto sia difficile difendersi e questa condizione rende sospettosi chi lavora in quei luoghi.

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C’ERA UNA VOLTA IL LUNA PARK. FOTOREPORT DI MASSIMO MALAGOLI

Ho il ricordo di quando ero bambino e, in primavera, in città arrivava il Luna Park, che noi chiamavamo “i baracconi”. Ormai la scuola stava finendo ed il fine settimana i ragazzini si trovavano a trascorrere insieme momenti di puro divertimento. Ricordo che c’erano talmente tanti bambini che per poter fare un giro di giostra dovevi attendere che l’enorme fila si smaltisse nel tempo, e l’ansia aumentava, e l’attesa si faceva fremente … ed il gioco sembrava ancora più bello che prima.

Questa primavera, nella stessa città, quella in cui vivo ancora, lessi che sarebbe arrivato il Luna Park … memore di tempi “antichi” portai il mio bambino al suo primo giro “ai baracconi”. Durante il viaggio gli spiegai quanti giochi avrebbe visto e quanti bambini avrebbe incontrato, lo misi in guardia sulle lunghe attese per conquistarsi il posto sulla giostra …

Arrivammo un sabato mattina non appena aprì il parco, convinti della ressa rimanemmo stupiti della desolazione che si presentò ai nostri occhi : metà delle giostre chiuse, nessuna famiglia con bambini, eravamo noi e un addetto alle pulizie. Attendemmo parecchio prima di vedere qualche giostra partire e qualche timido bimbo salirci, da solo !

Ovviamente mio figlio si divertì lo stesso, ma io non mi capacitavo di ciò che avevo provato. L’indomani, la domenica, presi la macchina fotografica e ritornai al Luna Park, la situazione fu la stessa: deserto. Andai a parlare con i gestori delle giostre per capire come mai di quella assurda realtà, una sola risposta : questa è la crisi signore … !!

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Auguro a tutti i bambini del mondo … almeno un giro di giostra.

 

Massimo

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Diritti Riservati

"Chicco "Osti si prepara alla sua entrata con violino. La Notte, Bazzano in Valsamoggia,2015.

REPORT. LA NOTTE, GIORNATA DELLA MEMORIA 2015. ROBERTO CERE’

La Notte è il nome dello spettacolo messo in scena dal Collettivo “La Notte” coordinato dal Teatro delle Ariette nella piazza di Savigno e nella piazza di Bazzano per commemorare la Giornata della Memoria 2015. Spettacolo toccante che ci riporta alle condizioni di vita nei lagher nazisti con emozionanti citazioni personali con una presenza di Beckett a fare da collante; importante e da non perdere.

 

Block Notes

Recentemente ho letto un articolo scritto da un giovane fotografo che ha fatto un lungo giro in Australia con solo tre obiettivi, ma tre obiettivi fissi: un 15 f/2,8, un 50 f/1,4 e un 135 f/2. In questa era di supertelezoom mi è sembrato un segnale giovane quello di ritornare agli obiettivi fissi. Così ho deciso di attendere una occasione per tornare a lavorare con una terna fissa, simile a quella descritta: non ho il 15 f/2,8 così ho riempito la borsa con un 24 F/2,8, un 50 f/1,4 e il nuovo 135 f/2 pensando di documentare “La Notte” …… In piazza a Bazzano.

Così ho caricato il 135 F/2 sulla 6D e mi sono ricordato che (un 135 fisso) non lo usavo da anni (dai tempi dello Zeiss T* 135 f/2,8, per intenderci, ai tempi antichi della pellicola…), chissà come si sarebbe comportato questo mio nuovo acquisto in questa notte di teatro all’aperto. Quale migliore occasione per la Giornata della Memoria?.

Poi in piazza, dopo pochi minuti, ho pensato di trasgredire alla mia idea primordiale; invece di usare tre obiettivi ne avrei usato solo uno: il nuovo 135 f/2. Questo è il risultato.

Avevo già visto “La Notte” quando fu presentata in piazza a Monteveglio lo scorsa stagione e ne conoscevo la forza del racconto che ripercorreva.

L’impresa più difficile è stata quella di selezionare solo 12 foto per raccontare questo emozionante pezzo teatrale di questi bravissimi ragazzi (perdonatemi, ho sgarrato: ho inserito anche il fotogramma 00A… ma solo per premiare il loro lavoro).

Roberto Cerè

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REPORT: LA BODY PAINTING, DI MASSIMO MALAGOLI

Body painting: il corpo come tavolozza.

Qualcuno definisce il body painting “fun art”, ovvero arte fatta per divertirsi. La moda di farsi dipingere il corpo spopola in eventi e sfilate di moda. Ma una volta è stata qualcosa di più…

Il body painting, ispirato alla body art esplosa negli anni ’70 come ribellione e rottura degli schemi, diventa di gran moda nell’attuale società del trasformismo. Come tavolozze viventi, gambe, spalle e seni si decorano con disegni e arabeschi, ma assomigliano poco ai corpi allegramente dipinti e ostentati degli hippy.

In questi ultimi anni in Italia sta prendendo piede questa particolare forma d’arte, che sebbene sia la più antica del mondo, ha trovato degli ostacoli socio-culturali nell’ ultimo periodo della storia moderna.

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Report: i buskers di Massimo Malagoli

Un artista di strada è un artista che si esibisce in luoghi pubblici gratuitamente o richiedendo un’offerta. Le esibizioni sono molto varie e l’unica costante è quello di offrire al pubblico uno spettacolo d’intrattenimento. Il Ferrara Buskers Festival, con i suoi 800.000 spettatori e con i suoi 1.000 artisti in rappresentanza di 35/40 nazioni, è la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada.

Personalmente ho amato la musica più di ogni altra cosa, so cosa vuol dire quando la senti salire dalla pancia ed invaderti tutto il corpo, un pò come fare una foto con il cuore.

Massimo

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Report: il triathlon di Massimo Malagoli

MASSIMO MALAGOLI.

Iron Man.

Sirmione, giugno 2014.

“Il triathlon è uno sport che accomuna insieme tre discipline come il nuoto, il ciclismo e la corsa a piedi, unendole senza che tra di esse ci sia soluzione di continuità, in un’unica prova. I concorrenti devono infatti passare senza interruzioni da una frazione di gara all’altra, dimostrando ottime capacità condizionali quali forza e resistenza”.

La gara più impegnativa è appunto chiamata Ironman : 3,8 km nuoto, 180 km bici, 42 km corsa.

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