A cosa serve l'utopia

A cosa serve l’utopia, fotografata da grandi nomi

Il titolo della mostra è tratto dal paragrafo “Finestra sull’utopia” del volume Parole in cammino di Eduardo Galeano (1940-2015). Lo scrittore uruguaiano descrive l’utopia come un orizzonte mai raggiungibile, che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo. Chiedendosi “a cosa serve l’utopia”, si risponde “a camminare”.

'77 Piccoli Indiani (ph. Carlo Gajani)

’77 Piccoli Indiani Metropolitani bolognesi in mostra a Reggio Emilia

Un’epoca. Un momento della vita d’Italia quando i contrasti fra ciò che si ha e ciò che si vorrebbe faceva intraprende vie e avviare decisioni. Molto scalpore, molta curiosità molte proteste, molti giudizi per questo ’68 minore ma comunque significativo di un periodo in cui non ci si accontentava di avere un solo modo di pensare e si credeva ancora che il dovere di tutti fosse quello di raggiungere una qualsiasi forma di felicità senza il giogo del mercato globale o del lavoro fino a consumarsi.

Foto Robert Doisneau

Robert Doisneau, a Senigallia ritroviamo il suo tempo – ONO

Il Comune di Senigallia in collaborazione con ONO arte contemporanea, l’Atelier Robert Doisneau e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi presentano la mostra Robert Doisneau: le Temps Retrouvé una retrospettiva dedicata al celebre fotografo francese, pioniere della fotografia di strada e del reportage, che ha profondamente influenzato la cultura contemporanea fino a diventarne lui stesso simbolo.

Vivian Maier Self-Portrait

Vivian Maier, una come noi.

Vivian Maier. La fotografa ritrovata. E’ la mostra ospitata a Palazzo Pallavicini dal 3 marzo al 27 maggio e noi siamo andati a vederla perché merita.

FRANCE. Paris. Fenelon college. 1988. Magnum photographers during the annual meeting.
Back row (standing): Paul Fusco, Raymond Depardon, Leonard Freed, Peter Marlow
Middle row (standing): Ian Berry, Steve McCurry, Abbas, Inge Morath, Patrick Zachmann, Sebastiao Salgado, David Hurn, Stuart Franklin, Philip Jones Griffiths, Constantine Manos, Chris Steele-Perkins
Front row (mixed):  Burt Glinn (standing), Eve Arnold (squat), Jean Gaumy (standing), Rene Burri (squat in front of Jean), Josef Koudelka, Harry Gruyaert, Martine Franck, Susan Meiselas, Ferdinando Scianna, Bruno Barbey (standing), Marco Bischof (standing)

Magnum come una cooperativa di uomini e donne

Quelli della mia generazione sono nati con pellicola nella mano sinistra, fotocamera reflex nella mano destra e fotografie di almeno due fotografi Magnum nella testa. Non nascondiamocelo.

Interno mostra Bologna Fotografata, 2017. )ph. R. Cerè)

Bologna Fotografata, un ricordare complesso

Due ragazze scendono le scale con le loro larghe gonne primaverili, sembrano allegre, in fondo erano i tempi in cui tutte le vite erano ancora possibili e non preordinate (da altri) a tavolino come oggi; forse scendevano i gradini del sottopasso di Via Rizzoli per andare a fare acquisti oppure per bere un tea. O, forse, solo per fare quattro chiacchiere insieme. Non lo sapremo mai.