Pezzi, il 24 gennaio, Rueda Teatro alle Temperie

Prosegue la Stagione 2019/20 del Teatro delle Temperie

Il Teatro Temperie descrive la sua Riserva Culturale

 

Pubblicato il 12-01-2020

È l’otto dicembre. Tre donne, una madre e due figlie devono preparare l’albero di Natale. Posizionare al meglio le luci, prendere le giuste palline, decidere come e quante metterne, scegliere la punta più adatta. Una serie di operazioni che si devono fare insieme, che richiedono tempo e pazienza.
La madre vorrebbe che tutto fosse perfetto, che le figlie riescano a godere della magia del Natale nonostante la recente morte del padre. Le figlie ostacolano il suo intento. La maggiore non vuole festeggiare, vorrebbe scappare, cercare un altrove a cui non pensare. La figlia minore, al contrario, vorrebbe festeggiare riproducendo esattamente il Natale passato: stesse palline, stessi regali, stessi vestiti, stesse portate, stesso numero di ospiti. Nulla, nulla deve cambiare. Ed è preparando l’albero di Natale che fanno intravedere le loro paure, i loro sogni, le loro ossessioni, le loro dipendenze, le loro fragilità. E, sempre involontariamente, si trovano faccia a faccia con quei ricordi che non riescono a far sbiadire.
Solo dopo la distruzione dell’albero di Natale, solo una volta libere dall’idea di dover festeggiare per forza, riescono a ritrovarsi. Nel caos, e non nell’apparente ordine precedente, riconoscono il dolore che le accomuna e trovano la voglia e la bellezza di ricordare i tempi passati.
NOTE DI REGIA 
Una casa. Una famiglia. Una madre e due figlie.
È l’otto dicembre. L’albero di Natale va preparato.
Come fanno tutti. Come si fa sempre. Come tutti gli anni.
Rami, palline, luci, festoni.
L’albero è ingombrante.
È difficile capirsi, trovarsi, incontrarsi.
È difficile parlare, stare nel silenzio è insopportabile.
È difficile evitare di ricordare.
“La memoria ha il movimento della marea. Puoi solo subirla e semmai scansarti, se proprio non vuoi bagnarti i piedi” 
PEZZI

Regia e drammaturgia

Laura Nardinocchi 

Con

Ilaria Fantozzi, Ilaria Giorgi, Claudia Guidi 

Musiche

Francesco Gentile 

Scene

Ludovica Muraca 

Foto 

Simone Galli 

Produzione Rueda Teatro 

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Venerdì 24 gennaio 2020 – Ore 21:00

Teatro delle Temperie

Via G. Garibaldi,56

Calcara di Crespellano, Valsamoggia (Bo)

 

 


 

Pubblicato il 21/09/2019

Entrare nella Riserva Culturale e scoprirne il Teatro delle Temperie

Un vero e proprio Manifesto Culturale contro una Umanità Vietata

E’ un grido d’allarme che si concretizza e che qualcuno inizia ad avere il coraggio di urlare, anzi, elabora pure un Manifesto Culturale di intenti: Umanità in Estinzione, è il caso del Teatro delle Temperie. E i 12 punti iniziano tutti con “Io”, quindi è una affermazione che chiede di prendere posizione, in prima persona, e non di delegare ad altri ciò che ognuno sarebbe tenuto a fare.

 

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Per risolvere questa situazione non più solo palpabile il teatro di Calcara propone quindi  di formare una Riserva Culturale ed invita tutti coloro che ne sentono la necessità a sottoscrivere, con la loro firma, un appello che ha un valore non soltanto teorico. E al primo punto ritorna in evidenza una parola che è il motore della trasformazione: Utopia.

 

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Andrea Lupo presenta Umanità Vietata. Calcara, 2019 (ph. Roberto Cerè)

 

 

La risposta viene data con un cartellone 2019/20 ricco di proposte e di attori importanti che, nell’insieme, avviano lo sforzo per ricucire lo strappo umanitario partendo dal palco di un teatro “di provincia”. La cosa in più che vorrei far notare è che una delle chiavi di interpretazione del cartellone proposto dal Teatro delle Temperie è l’ironia, è la risata, che colpisce come una lama a svelarne la serietà nascosta. Non più testi cupi e teorizzanti ma capacità di colpire il cuore.

 

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Margherita Zanardi presenta i nuovi Laboratori nelle Scuole. Calcara, 2019 (ph. Roberto Cerè)

 

 

Andrea Lupo ha presentato il suo manifesto davanti al suo teatro pieno e presente; ci sono buone prospettive quindi per questa nuova avventura.

 

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Alessia Rimondi presenta le nuove attività. Calcara, 2019 (ph. Roberto Cerè)

Proveremo a seguire in modo attento questa nuova avventure che è stata raccontata anche da Margherita Zanardi per le novità fra i banchi della scuola ad Alessia Raimondi per i progetti vicini e (poco più) lontani dalla Valsamoggia.

 

A seguito pubblichiamo il cartello di prosa che inizierà il 18 ottobre con Giorgio Comaschi

 

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Testo e fotografie di Roberto Certè per la rivista Millecolline

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