La Falesia di Miriam e Giordano vedrà la luce il 27 Ottobre

La quinta raccolta poetica di Miriam Bruni nelle parole di Andrea Galgano

Falesia opera di Miriam Bruni e Giordano Frabboni nelle parole di Andrea Galgano

 

Pubblicato il 21/10/2019

 

La Falesia di Miriam

La componente nucleale di questo lavoro di Miriam Bruni e Giordano Frabboni, Falesia, è lo splendore e l’intarsio della durezza. Emerge feroce come una domanda elementare ma come un sospiro di tarsie e voluttà. Come se in questo vertice colmo dimorassero l’inerzia sottile e profonda che sottende la materia e il simbolo racchiuso. Racchiudersi,così, in una sorta di esultanza buia e lontana che impara la chiarità dell’alba, la traccia delle labbra e le lenzuola stropicciate.
La polpa dell’essere è la vita che nasce dalla pagina ma che attinge dal mistero vivente, rapido e fruttuoso:

 

Frutto, polpa
del pensiero,

ti vedo
rapido passare

lungo la matita
come un siero.

– Cadere pulito
sul foglio delicato –

Ti vedo: pensiero
in forma di parole.

Scrittura mia corsiva:
nient’altro oggi so fare.

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Miriam Bruni, 2019. (ph. R. Cerè)

Le pareti a picco, alte e continue, hanno vivacità e inerzia, sembrano giocare con questa corsività e con la solennità di una elencazione di bellezza. Deve sempre emergere come un sacrificio o una fatica ultima e finale che raggruma e raggruppa i colori, li riassume, tenta di emergere nel volo del cielo e dei parapetti del sole. Si aspetta il proprio turno in attesa di fiorire, come la pietra di Celan che aspetta il tempo di fiorire:

 

Il tempo vola
Dio non ha paura

Il mondo è preda
del denaro sporco

Paziente aspetto
il mio turno al sole

Come una foglia
Come quel fiore

La leggerezza è un lavoro e un volo. Si tratta del destino che legge il dolore o la morte, il buio e la profondità della superficie, dello spodestamento della morte e dell’oblio, e della coscienza del sole e del mondo.
La limpidezza della roccia non è solo il pericolo di un vitreo piacere che può spegnersi, morire, corrompersi, ma è ciò che aspetta il fiore del vento, le mute parole e come il sussurro di una levatrice.
Anche la caduta si porta dietro la forza rapida del maestrale che sa arricciare mare, fino a diventarlo, che fa del corpo il verso, che dal corpo diventa amore versato e cambia, e poi le radici e la loro forza («Stupisce la forza / delle radici / Spacca il cemento / dei marciapiedi / E ti fa sobbalzare / sulla bici»).
La sillaba sonora della luce è una inesausta ricerca di slancio e candore, dove tutto ciò che vive si fa fretta oscura e lucidata di corteggiamenti e sposalizi e ineffabili aperture. Come un estuario di sogni, l’amore ricercato ha statura di alberi, non riesce a confinarsi nel buio delle cantine e nel basso dei soffitti.
La coniugazione di Miriam, pertanto, è incontro e ferita, mirabile senziente che gravita nello spazio vivido della domanda elementare, dello sguardo verso Dio, in attesa di una carezza che custodisca e conservi un’offerta disvelata, una caduta raccolta, un incanto di dettagli nelle radici
E infine la nudità, raccolta in una dettagliata enclave di coriandoli di rondini, le carezze delle strade.
Di segno in segno, di architettura in architettura, queste campiture naturali sono specchi dove la memoria si apre al doppio livello della scomparsa e della emersione, finendo per farsi scavo di una condizione e confine che sorvegliano l’intima natura dell’essere.

Andrea Galgano

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Falesia verrà presentata da Millecolline, nella chiesetta di Chiesa Nuova di Crespellano, domenica 27 ottobre 2019 grazie alla ospitalità di Giovanni Neri.

La locandina dell’evento:

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