Bologna Fotografata, un ricordare complesso

Le impressioni dopo la visita della mostra, prima dei gradini verso Via Rizzoli

Bologna Fotografata, la mostra è stata prorogata al 5 febbraio 2018

 

Pubblicato il 23/12/2017

I biglietti per Bologna Fotografata si fanno nel negozio della Cineteca di Bologna, sotto il Voltone di Palazzo Re Enzo, nei giorni indicati e nelle ora previste, poi, si attraversa la strada fino ad arrivare nel vecchio sottopassaggio. Non so quanti di voi  ricordino i vecchi sottopassi del centro di Bologna; non erano solo sottopassi ma erano una piccola città sotterranea in cui potevi trovare negozi, bacheche, capannelli di “omarelli” bolognesi che chiacchieravano su tutto, un grande bar ed altre piccole cose stagionali. Spesso, in inverno, utilizzavo i sottopassi per riscaldarmi prima di tornare ad uscire all’aperto fra i portici e l’aria fredda. Soprattutto nei fughini

Poi tutto questo terminò. A dire il vero non so esattamente quando e come (io vivo in provincia…) ma ad un certo punto mi accorsi che i sottopassaggi dei miei tempi di scuola non erano più accessibili. Finito.

Due ragazze scendono le scale con le loro larghe gonne primaverili, sembrano allegre, in fondo erano i tempi in cui tutte le vite erano ancora possibili e non preordinate (da altri) a tavolino come oggi; forse scendevano i gradini del sottopasso di Via Rizzoli per andare a fare acquisti oppure per bere un tea. O, forse, solo per fare quattro chiacchiere insieme. Non lo sapremo mai, ma quelle due ragazze bolognesi sono state immortalate in un bianco/nero con grigi morbidi; proprio come da manuale. A pensarci bene, la felicità espressa in quella fotografia è, oggi, difficilmente riproponibile; più probabilmente, da quelle scale non si potrà incontrare nessuno che scenda felicemente e non solo perché il sottopasso non c’è più; più precisamente perché quello che “non c’è più” è ben più ampio di quello che possa contenere il sottopasso centrale vicino Via Indipendenza.

Sottopasso di Via Rizzoli, Bologna, 2017. (ph. R. Cerè)
Sottopasso di Via Rizzoli, Bologna, 2017. (ph. R. Cerè)

Le storie di Bologna raccontate in questo tunnel espositivo, color grigio photoshop, semifreddo, raccolte in centinaia di fotografie in B/N ha parzialmente portato in memoria l’esistenza dei sottopassaggi e le piazzette che, come abbiamo visto, erano parte delle caratteristiche del centro cittadino ma, soprattutto, ha permesso agli abitanti di questo grosso paesone, chiamato Bologna, di agganciarsi ad un pezzo della propria esistenza, solo guardando una fotografia che descrivesse un evento a cui si era partecipato o ad un racconto ascoltato da qualcuno dei nostri parenti lontani. Forse, solo per questo, varrebbe la pena imbucarsi in quel tunnel.

Interno mostra Bologna Fotografata, 2017. )ph. R. Cerè)
Interno mostra Bologna Fotografata, 2017. (ph. R. Cerè)

Per visitare Bologna Fotografata non c’è bisogno di portare con voi la fretta o la velocità di cui siamo tanto orgogliosi, anzi, se vorrete andarci accompagnati da qualcuno fate in modo che quel “qualcuno” non sia il solito spaccamaroni di superficie; sapete, uno di quelli che freme per andare a fare qualcos’altro mentre sta pensando ad altre tre cose insieme; lasciatelo, lì, dov’è, ed andate voi.

 

Testo e fotografie di Roberto Cerè per Millecolline

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