Pillola corsara N°19 – Il piacere di leggere senza ossessioni pubblicitarie

Il piacere di leggere senza ossessioni pubblicitarie…………[ pillola corsara – n.19]

Confesso anch’io ho sbagliato. In diverse occasioni della mia attività di critico d’arte e letterario, ho ceduto ai richiami della rèclame , ormai, onnipresente sui mezzi di informazione e sulle reti web, circa la diffusione dei libri da leggere, selezionati, collocati in graduatorie di vendita e di massimo gradimento. Il lamento che in Italia non si legge, viene vanificato dalla continua “ossessione” di un imposto mercato della lettura. Un mercato internazionale, che vede le principali case editrici italiane in continua competizione, non sulla qualità, ma sulla quantità dei titoli che vengono stampati ogni anno. Nessuno ci comunica quanti di questi titoli godano del privilegio del “macero” : un naturale e scontato finale di tutta la zavorra che ogni anno si pubblica, per soddisfare una esigenza di “globalizzazione” e pianificazione di “semplic”i investimenti economici e produttivi. Un tempo le librerie erano luoghi di incontro, di discussioni e di presentazioni di ciò che assumeva valore per i lettori abituali o potenziali. Il libro era il vero protagonista e lo scrittore una specie di sciamano di idee e di incalzanti eccitazioni. Il libro come fonte di riflessione, di educazione, di formazione, di scelte per sentirsi vivo interprete non solo di consolazioni affettive ( genere popolare e domestico ), ma di adesioni a progetti di vita, di ideali e di valori che muovono od orientano le nostre azioni quotidiane o le nostre utopie per un mondo migliore.

Il libro che ci fa liberi, che ci apre la nostra mente e ci rende responsabili di un sapere “stratificato” che dall’antichità è giunto fino ad oggi, ma che non ha mai abbandonato il senso della vita come sfuggente avventura di “pensiero e di azione”, di cui si perderebbero, rapidamente, le tracce, se non fossero state, debitamente, scritte come se non dovessero essere mai cancellate, a testimonianza dei tempi storici trascorsi dall’uomo.

Nel nostro tempo contemporaneo in cui sono scomparse le “spiegazioni” e quindi le argomentazioni, tutto è condensato nel “presente” e questo è divenuto la misura e la memoria della nostra idealità di vita.

Dovremmo riconquistare l’intima atmosfera e la vera funzione del leggere, che Proust così, magistralmente, sintetizza :” Quando la lettura è per noi l’iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è salutare”. Il libro d’oggi ha perso la sua identità: è diventato un oggetto di consumo, un prodotto privo di ispirazioni, di idee, una sorta di “esercizio” di stili risolti un processi automatici e meccanici. Un oggetto che risponde alle incertezze, al disordine, alla disperazione ed alla solitudine che dominano il nostro vivere ed agire sociale e culturale. I libri non per l’estate ( un pernicioso luogo comune ) e neppure per Natale

( altro inutile appello ai lettori senza volto ).

Forse, nell’attuale insipienza di chi vorrebbe trovare nei giardini dell’oblio letterario del ventunesimo secolo i  “classici del futuro”, varrebbe la pena di cominciare a non comprare più questi libri pieni di ogni sorta di evanescenti “liquidità” e , meglio, sarebbe provare a scriverli da noi.

                                                                                                                                                                                                                                    
libri

 

  Franchino Falsetti

Produzioni Millecolline

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